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Modica città merletto
 

Arrivare a Modica è una sorpresa, abbarbicata su quel ripido sperone tra le gole dei due torrenti, coperti dopo la terribile alluvione del 1902 che provocò la morte di centoundici persone, il Pozzo dei Pruni e Iannu Mauru, che confluiscono a formare la fiumara di Modica, lungo la quale si estende la parte bassa della città. Guardatela dal ponte, il più alto d'Europa, e osserverete uno spettacolo mai visto. Case bianche, strade bianche, luci bianche che ricordano quei pizzi e quei merletti che le nostre nonne e bisnonne ricamavano a tombolo. Modica deve essere una città unica al mondo. Del territorio ragusano è certamente fra le più belle. Il suo barocco è tra i più "ricamati", fra i più istoriati; la piazzetta dove sorge il Palazzo Municipale e la chiesa di San Domenico, è una vera preziosità architettonica. La Chiesa di San Giorgio, simile a quella omonima di Ragusa, svetta più alta delle altre, la sua scalinata dà proprio il senso della religiosità settecentesca. E' proprio dalla croce di una chiesa, quella di San Giovanni, che la cittadina può essere vista in tutto il suo splendore. Comunque è errato parlare di Modica solo per la bellezza del suo barocco, la città infatti vanta origini antichissime, così come testimoniano i reperti archeologici della vicina Cava d'Ispica.

Cava d'Ispica - una stretta vallata che tra pareti scoscese scende verso il mare, è solcata da un ruscello che nel corso superiore è detto "Ispica" e anche "Pernamazzoni", e nell'inferiore "Busaidone". Essa è la testimonianza del sovrapporsi di civiltà che si sono succedute nella zona sin dall'età neolitica: la scoperta di un intero villaggio del 1800 a.C. in cui sono state ritrovate preziose suppellettili ancora intatte; ed inoltre, necropoli sicule, abituri trogloditici, catacombe cristiane del IV e V secolo, sacelli rupestri di epoca bizantina, riadattamenti medievali e moderne trasformazioni in abitati e rustici. Nella parte a nord e in quella a sud della cava si trovano interi villaggi in cui prevalgono gli elementi religiosi e sepolcrali del primo cristianesimo; nella parte sud è possibile osservare costruzioni atte alla difesa del villaggio, trattandosi della porta d'ingresso della vallata. Questa è caratterizzata da grotte varie sia per forma che per destinazione.
La loro posizione è tale da formare intere borgate. I corridoi, le scale, i cameroni quadrangolari ed ellittici, le grotte a forno sicule, sono testimonianza di civiltà passate il cui fascino coinvolge talmente il visitatore da fargli credere di essere tornato alle origini del mondo grazie ad una fantascientifica macchina del tempo. Nelle grotte e negli anfratti, modificati ad abitazioni nel Medioevo, è possibile osservare canali di raccolta e di deflusso delle acque, anelli incisi nelle pareti e nel soffitto per legarvi funi e sospendervi utensili, edicolette (caratteristiche dell'intero territorio modicano); oggetti indispensabili alla vita di ogni giorno. Il tutto è legato da un'estrema semplicità, frugalità, lontano dagli orpelli che invece caratterizzano Modica città. A Cava d'Ispica non sono state rinvenute decorazioni tranne che negli oratori; tutto fu intagliato nella roccia con mano rozza, inesatta, senza una precisa simmetria; ciò a testimonianza della povertà artistica di una popolazione primitiva e di tempi oscuri e miserrimi.

Per una visita completa di Cava d'Ispica, vi consigliamo di assumere come punto di partenza il mulino Cavallo d'Ispica, a quota 338, presso il ponte della provinciale Rocciola - Scrofani. A meno di un chilometro appaiano i ruderi della chiesetta bizantina di San Pancrati (in dialetto "Sammarancati"); a ovest di quest'ultima, al molino Cerruto, si trova una interessante grotte detta "urutt'e Santi", che prende nome per i resti rovinatissimi di pitture di santi di epoca bizzantina. Imboccando la mulattiera che scende a valle e deviando a sinistra per un viottolo che porta verso due casette (Case Bellomo), appare una grotta ad altezza d'uomo, in cui si può osservare una nicchia nella parete destra con tracce di una madonna e di un santo che la scritta indica come "S.Nicolaus" da cui prende nome la grotta. Ad essa, decorata con affreschi bizantini, è legata una leggende: ogni cento anni pare che da questa grotta esca una processione! Dalla strada provinciale, presso il mulino, si possono osservare le aperture della collina (detta genericamente "cuozzo"), grotte di abitazioni e sepolcri cristiani, il più ampio dei quali è "Urutta scantusa". Come è facile notare, le numerose grotte della zona hanno assunto nomi dialettali come ad esempio "urutti caruti", le grotte crollate, un sistema di abituri a più piani sovrapposti con resti di scale e buche d'accesso ai ripiani superiori, fino alle più alte grotte; la grotta attigua, detta "a-bbizzarria" (farmacia), chiusa in parte da una parete in muratura.
E' stata così soprannominata perché un tempo vi si vedeva una specie di mortaio di pietra monolitico. E ancora, quella detta "u palazzieddu", chiusa da un muro, e costeggiata da vastissime grotte di abitazione con vari piccoli sepolcreti siculi a forno. Cava d'Ispica merita effettivamente di essere valorizzata con l'istituzione di un parco archeologico, così come tutta la zona del modicano dovrebbe diventare meta turistica di maggiore rilievo, data la bellezza del paesaggio e lo splendore architettonico che non solo fa riferimento al barocco di Modica, ma anche alle suggestive grotte presenti a Cava d'Ispica. Ad interessarsi per primo di Cava d'Ispica fi l'archeologo tedesco Von Andrian che capì l'importanza del luogo datandolo nell'era paleolitica. La zona è talmente affascinante che molti viaggiatori illustrarono i loro giornali di viaggio con tavole sul luogo; fra le più importanti ricordiamo quelle dei francesi De Non, Saint Non e Houel.

Modica - Scelta dai Siculi per la sua caratteristica posizione, che ne faceva una roccaforte inespugnabile, Motyka (come la chiamavano i greci) fu sempre, fin dall'antichità, una delle zone più potenti dell'isola, tanto che nel passato il suo motto fu "Regnum in Regno". I Greci giunsero a Modica, un secolo dopo la colonizzazione di Siracusa. Anche in questo caso si trattò di un'invasione pacifica, data la forza economica che la cittadina aveva assunto.
Alleatasi alla lega sicula contro Siracusa, Modica venne sconfitta dalla potente colonia greca, la città non venne però danneggiata così come l'alleata Camarina che subì l'eccidio dei suoi abitanti. La decadenza di Modica giunse invece un secolo dopo, durante la sollevazione dei Siculi contro i Greci di Siracusa ed Agrigento. Neanche questa fu una sconfitta definitiva. La città per nove secoli subì numerosi invasioni e dominazioni (romani, bizantini, barbari, saraceni) senza soffrire eccessivamente per diventare una contea che offuscò persino il fasto e lo splendore della corte aragonese.
I casati del normanno Gualtieri, poi quello dei Mosca, dei Chiaramonte e dei Cabrera fecero di Modica una delle contee più potenti dell'isola. Ma fu soprattutto la famiglia dei Chiaramonte, una delle più importanti della storia di Modica, a cambiare il volto non solo della città ma anche di buona parte della Sicilia. A Modica costruì lo splendido castello che, accanto alla chiesa di San Giorgio, è diventato il simbolo della città. Fu grazie al fervore religioso dei conti Mosca, Chiaramonte, Cabrera ed Hernriquez, che la città si arricchì di chiese e conventi. Sono proprio questi a caratterizzare l'architettura della città: la chiesa del Carmine, del secolo XV, la chiesa di San Domenico, la chiesa del Gesù (oggi penitenziario), il cui chiostro interno arieggia quello di Monreale. La splendida pietra di calcare tenero di queste chiese, proprio di questa città, conferisce ai monumenti un poliedrico gioco di luci a secondo delle ore del giorno.

Degni di attenzione sono inoltre il portale di Santa Maria di Betlemme, che risale al 1400, oggi monumento nazionale, e quello della casa De Leva, del XV secolo che sorge nella strada omonima. Nella realtà Modica è una delle poche città siciliane che, pur conservando, anzi esaltando l'immagine antica e affascinante del Sud (e nel trionfo della architettura e nella stessa spettacolare disposizione urbanistica) si distacca tuttavia da talune negative tradizione meridionali per la sia prodigiosa attività in ogni campo, che ne fanno una sorta di piccola capitale nel Sud della Sicilia. Attività molteplici in ogni settore dalla cultura al commercio, dall'artigianato all'industria. L'importanza culturale di Modica ha addirittura una valutazione storica.

La città è stata sempre un centro di studi al quale hanno fatto riferimento le popolazione dei centri circostanti: dotata di tutti i tipi di scuole di ogni ordine e grado, esclusa soltanto l'università, Modica tuttora rappresenta un luogo di indispensabile convengo per migliaia di studenti dell'intera provincia. Per capire del resto l'importanza culturale della città basta citare l'Accademia degli Affumicati, una istituzione celebre a livello europeo, derivata a sua volta dalla celebre Accademia degli Infuocati che ebbe fra i protagonisti della sua vita intellettuale filosofi e letterati come Tommaso Campailla e Carlo Papa. Anche nel settore dell'economia Modica, con la straordinaria vivacità dei suoi commerci in ogni campo della vita sociale, dall'alimentazione all'arredamento, dai prodotti industriali all'abbigliamento, viene ritenuta una piccola capitale del territorio, verso la quale confluiscono gli interessi delle città e dei paesi circostanti che trovano in Modica il grande emporio, in condizione di appagare le moderne esigenze di mercato. In questo quadro di fiorente economia si colloca la grande tradizione artigianale modicana, dal ricamo al ferro battuto, dalla preziosa falegnameria, all'arte ancora viva dei carradori dai mobilieri agli scalpellini, arte questa antichissima che ha contribuito a dare uno splendido volto architettonico alla città nei secoli scorsi e per tutta la prima parte del 1900. Infine l'industria che in un certo senso può essere considerata il fiore all'occhiello, il moderno fiore all'occhiello della laboriosa tradizione di Modica.
E basti un sommario elenco delle attività industriali: la AZASI, uno stabilimento in linea con i più moderni del settore, il complesso per la lavorazione dell'argilla espansa, la grande cementeria che è una delle più imponenti di tutta Europa l'IMAC che produce materiali da costruzione, la fabbrica dei tondini di ferro, il complesso per la produzione dei prefabbricati in cemento e le acciaierie FAS. Un settore, quello industriale, che convive perfettamente accanto a quello antico e glorioso della cultura, e che troverà, insieme al settore commerciale, il suo maggiore rilancio nella realizzazione del porto di Pozzallo che finalmente vede completare le sue strutture moderne e che aprirà nuovi mercati e possibilità commerciale per la crescente industria modicana. Accanto a Cava d'Ispica, la perla del territorio è Marina di Modica, centro balneare fra i più rinomati di tutta la Sicilia.

Grazie alle sue strutture turistiche, Marina di Modica è diventata meta non solo degli abitanti modicani, che hanno qui costruito villette dove trascorrere le vacanze, ma anche di turisti stranieri alla ricerca di piccoli paradisi balneari. Sorto a ridosso del mare, il centro possiede in comune con la parte antica della città quel caratteristico colore bianco che contraddistingue non solo le abitazioni, ma anche la spiaggia di una sabbia finissima su cui potrete riposare in pace, godendovi il tepore del sole su questo tratto di costa (la cosiddetta "costa africana" della Sicilia) tanto diversa dalle altre dell'isola, ma non per questo meno suggestiva e affascinante. A Marina di Modica la "sicilianità" e quel pizzico di aria "africana" convivono pacificamente; quel sole cocente, quei mercatini notturni dove è possibile acquistare prodotti artigianali, le bancarelle di cocco e i gelati ai gusti più svariati, le conferiscono un'aria "mista" che ha di sicuro un pregio: quello di arti sentire in vacanza.

 

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