Avola
--> Noto Marina --> Eloro --> Vendicari --> Marzamemi -->
Pantani Longarini--> Rosolini --> Cadeddi -->Noto
Si
parte da Avola, piazza Umberto 1°, centro della cittadina, ricostruita
due anni dopo il sisma del 1693, con a N-0 la chiesa di S. Nicola di Mira,
con statue di Santi all'esterno e un bel portale; l'interno, a tre navate
custodisce un notevole organo settecentesco di Donato del Piano. Di fronte,
il palazzo Ducale, attuale sede del Banco di Sicilia;la piazza ospita
anche il Palazzo del Museo Civico ed il Palazzo Lutri. Nella vicina Piazza
Regina Elena, è situata la chiesa di S.Antonio Abate; in piazza Teatro
si trovano il Teatro Comunale e la chiesa di S. Venera, del XVIII°
secolo, con all'interno una statua lignea della Santa rivestita in oro
e argento del XIX° secolo.
Lungo la
fascia costiera del comune di Avola si intramezzano spiagge a scogliere
basse. La più grande, che si estende per oltre un chilometro, è nei pressi
dell'abitato. Si prende la direzione Sud sulla strada provinciale per
collegarci con la prossima tappa del nostro viaggio, e precisamente Noto
Marina, deliziosa località balneare con alberghi sul lungomare e nei
dintorni che permettono un piacevole soggiorno;il litorale è prevalentemente
sabbioso. La zona è anche ricca di monumenti e località da visitare, con
la vicina Eloro, fondata intorno alla fine dell' VIII° sec.
a.C. Vi si possono ammirare tratti della fortificazione del VI° sec.
a.C., l'agorà, un piccolo tempio, probabilmente un askiepieion, un piccolo
teatro greco, di cui sono visibili tre cunei mediani, con il vicino santuario
di Demetra e Kore. Il tutto in una cornice naturale stupenda, fra spiagge,
mare e silenzio, certamente uno degli angoli più belli del nostro litorale.
Poco dopo,
presa la provinciale Noto-Pachino si arriva all'oasi di Vendicari,
che racchiude con le sue zone umide, aspetti naturalistici di grande interesse;
la vegetazione è estremamente varia, come testimonia la presenza di mirto,
lentisco, timo, aglio selvatico, statice sinuata etc.. . Punto di sosta
per l'avifauna di passo, fra le innumerevoli specie ricordiamo: la spatola,
il fenicottero, la gru, gli aironi,il cigno nero,il pellicano, il gabbiano
corso. La presenza dell'uomo in questo luogo è certamente antichissima;
fra tutte le testimonianze qui presenti ricorderemo la tonnara, oggi abbandonata,
e la torre medievale risalente al 1400 circa.
Dopo pochi
chilometri si incontra Marzamemi, pìccolo pasino dì pescàtórì risorto
'intorno alla tonnara di proprietà dei Principi di Villadorata, assieme
al pittoresco porticciolo, costruito nel XIX° secolo. Qui nacque lo
scrittore Vitaliano Brancati.
Lasciando
Marzamemi e seguendo la costa si arriva, dopo pochi minuti, a Portopalo,
centro di pescatori, forse fondato dai Fenici, che presenta l'isolotto
con il Castello, la Tonnara in basso e il Faro sottostante a destra. L'ambiente
marino è ancora intatto, la tonnara di Capo Passero costituisce
un'interessante monumento di archeologia industriale. A poca distanza
dall'abitato è situato il porto peschereccio, il più importante della
Sicilia Orientale, con un attivo mercato del pesce. La punta più meridionale
l'Isola delle Correnti, è il simbolico spartiacque tra il Mar
Ionio ed il Mar Mediterraneo. L'isola di Capo Passero,
lunga circa 1300 metri e larga 500, ha un'interessante fortezza svevo-aragonese,
costruita per avvistare le navi saracene, più volte distrutta e ricostruita.
Le tradizioni gastronomiche sono ovviamente legate all'attività prevalente
della pesca. Nella zona vi sono molte spiagge libere, alberghi, camping
e ristoranti. Ad ovest di Portopalo i pantani Cuba e Longarini,
zone umide simili a Vendicari, ma di dimensioni inferiori, presentano
una fauna interessante; al momento non sono zone protette.
Da qui si
può effettuare una piacevole deviazione verso Rosolini, ridente
paese agricolo con interessante chiesa Madre e Palazzo Municipale in piazza
Garibaldi; fontana dei Tritoni in piazza Masaniello, ed il famoso Santuario
del Sacro Cuore di Gesù. Presenta inoltre nel territorio circostante importanti
testimonianze di epoche passate, sopratutto nella Cava Grande di Rosolini,
con la Cava di Croce Santa; l'Eremo, complesso rupestre tra i più importanti
della Sicilia, presenta fra l'altro al suo intemo, la Grotta del Bove
e la chiesetta di S. Teodoro con notevoli affreschi. Stimolante può essere
la visita alla Cava Lazzaro con testimonianze preistoriche, la omonima
necropoli, il sepolcro Orsi e molti altri reperti e resti ancora da scoprire
e valorizzare.
Ritornando
verso Noto si scorgono i resti della Villa romana del Tellaro,
edificio di età imperiale tarda; qui sono stati ritrovati i magnifici
mosaici somiglianti a quelli più famosi di Piazza Armerina; la loro datazione
può essere fissata al IV° sec. d.C..
Dopo cinque
chilometri si raggiunge la città di Noto, ricostruita in quest'area,
dopo la distruzione dell'antica Noto causata dal sisma del 1693. All'ingresso
della città è situata la porta Reale, del 1838, poco oltre si trova la
chiesa di S. Francesco, con l'annesso convento. A sinistra, guardando
la Chiesa, il Monastero del Salvatore con la torre monumentale. Più avanti
a sinistra la Chiesa di S. Chiara, con all'intemo la statua marmorea della
Madonna col Bambino attribuita ad Antonello Gagini; poco oltre la Piazza
del Municipio con il Palazzo Ducezio, opera dell'Architetto Sinatra, di
fronte la chiesa Madre ultimata nel 1776, dedicata a S. Nicolo di Mira,
con un'interessante facciata, chiusa da due torri campanarie, il portale
di bronzo è opera recente, l'interno, a tré navate custodisce la cinquecentesca
arca argentea contenente il corpo di S. Corrado. Adiacente alla chiesa
Madre vi è il Palazzo Arcivescovile, costruzione del secolo scorso, sulla
sinistra il Palazzo Landolina di S. Alfano, e nella salita Nicolaci il
palazzo omonimo, con suggestivi balconi baròcchi ornati da mensoloni con
figure grottesche, in fondo alla salita spicca la Chiesa di Montevergine.
Altra importante chiesa si trova in piazza Mazzini, è quella del Crocefìsso
attribuita a Rosario Gagliardi, nella facciata incompleta spiccano i leoni
in pietra calcarea provenienti da Noto antica. Interessante ed invitante
la tradizione gastronomica della città: fra tanti piatti si può gustare
la pasta "al forno", i ravioli di ricotta caserecci, il coniglio all'agrodolce,
le lumache (intuppateddi), i dolci di mandorla ed i gelati al gelso ed
alla rosa. Da non tralasciare il vino della zona, ed il moscato di
Noto.