La civiltà
della Sicilia nel periodo anteriore alle colonizzazioni greche, si suole
denominare sicula e va dal sec. XXV al sec. XV a. C. Tracce numerose di
tale civiltà si trovano in tutta l'isola, ma assolutamente caratteristiche
sono quelle della estremità meridionale dell'isola, ove a preferenza i
primitivi abitatori fissarono la loro dimora, per profittare di una regione
ricca di acque e di caverne naturali e povera di approdi agevoli; il che
garantiva una vita libera da sorprese di invasori. Furono parecchi i nuclei
dei primitivi abitatori, come dimostrano le loro stazioni preistoriche
e protostoriche del sec. XIV in poi.
Ricchissimo
di necropoli pre-elleniche è il territorio della Contea di Modica, ma
le tracce di tutta la civiltà sicula vi hanno tali sovrapposizioni, e
ampliamenti e rifacimenti, che singolarmente difficile riesce l'opera
degli studiosi, tratti facilmente in errore nel loro lavoro di interpretazione.
La più importante stazione dei Siculi meridionali è la Cava Ispica, lunga
12 km. Di cui 10 occupati da città e necropoli degli uomini cavernicloli;
è percorsa da un fiumiciattolo, il Busaitone, che rende meravigliosamente
fertili e belle quelle zone. Grotte e caverne formano una immensa stazione
trogloditica sicula, unica dal punto di vista paleontologico e archeologico,
malgrado le somiglianze con quelle di Palazzolo e di Pantelica, e malgrado
molte affinità con quelle dell'Asia Minore.
Le grotte
sono a forno e non a forno, isolate o a lunghi filari; delle grotte non
a forno interessante è la Ladreria, alta circa 3 metri e comprendente
tre gallerie parallele, lunghe 32 metri ricche di cripte e di sarcofaghi,
ritenuta necropoli Cristiana del IV secolo. Altra grotta non a forno la
Spezieria scavata con un orlo basso a guisa di gradino o scaffale (donde
il nome di spezieria o farmacia) con una infossatura centrale e corrispondente
incavatura sulla volta. Notevole il gruppo delle grotte di S. Maria, da
una chiesa di tal nome, quindi necropoli cristiana, il Camposanto con
due sezioni e circa 60 tombe. Più a valle, il Castello, tre strati sovrapposti
di grotte scavate in una rupe a picco, inaccessibile; i tre piano sono
comunicanti mediante botole, le quali venivano evidentemente sbarrate
via via che la difesa si ritirava verso l'alto.
Il piano
medio, tuttora abitato, piglia aria e luce attraverso finestrette scavate
sul fianco della roccia Zona consimile da sembrare un Colombaio è la Capreria.
Assommano a parecchie migliaia di grotte aperte sui fianchi della valle
per un tratto di 10 km: alcune ancora abitate, altre trasformate in stalle
o fienili, qualcuna ancora inesplorata, molte smantellate e epredate dai
visitatori in veste di scienziati; tutte degne di una sorveglianza che
ne assicuri la conservazione e un assetto definitivo nel tempo, poiché
tracce delle più antiche civiltà che fiorirono nella regione. La zona
meravigliosamente bella anche come meta di gite, a scopo di diporto e
cioè senza scopi turistici o di studio.