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25-Dec-2000
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Racconto

Uomo del terzo Millennio

Caro uomo del terzo millennio, a scriverti è un semplice albero che vuole raccontarti la sua storia, forse per tentare di convincerti a risparmiarlo. Io sono nato da un seme minuscolo, che, però, già nella sua piccolezza racchiudeva tutto ciò che è necessario a creare un albero robusto. Questo seme fu buttato in una culla di terra fertile e così, dopo poche settimane, i miei primi ciuffettini si affacciarono alla vita.

Vedevo accanto a me la mia mamma che muoveva delicatamente le foglie per salutarmi, sotto di me c'era la terra che mi nutriva, sopra, il sole che mi sorrideva e mi dava la vita; ogni tanto veniva a farmi visita anche la pioggia che mi dissetava e mi faceva crescere. Così gli anni passavano e i cerchi del mio tronco aumentavano. Pochi anni più tardi avevo già il tronco duro e la chioma folta.

Anche i miei amici erano aumentati: alcuni passerotti avevano trovato alloggio tra i miei rami. Ma la cosa che mi rendeva più felice erano le storie sussurrate dal vento circa i miei antenati. Infatti, tra una folata e l'altra, ho appreso che subito dopo la creazione, un serpente perfido ha scelto come dimora un mio progenitore, e ha usato i suoi frutti per ingannare l'uomo, anzi scusatemi, una fanciulla che se non ricordo male si chiamava Eva.

Ma il vento mi ha anche raccontato che il pronipote di quel povero albero ha molto aiutato l'umanità. Durante un terribile temporale infatti, un fulmine incendiò i rami del giovane alberello; alcuni uomini primitivi che erano lì pieni di freddo e di paura raccolsero, con dei rami secchi, il fuoco e lo conservarono come un tesoro prezioso. Ma la storia dei miei avi non finisce qui: pare infatti che Dio scelse un albero del deserto per rivelarsi per la prima volta a Mosè; non bisogna nemmeno dimenticare che non molti secoli fa, un albero fece cadere una delle sue mele più mature sulla testa di un certo Galileo Galilei facendogli scoprire che nell'Universo è presente una forza potentissima chiamata "gravità". Intanto, tra una storia ed un'altra, gli anni passavano e i cerchi del mio tronco aumentavano.

Qualche anno fa ho conosciuto una persona meravigliosa: un sognatore. Quando si sedeva all'ombra dei miei rami mi raccontava storie fantastiche dicendo che ero io la sua ispirazione; lui era entusiasta di come i miei rami crescessero in armonia, dell'energia con cui mi opponevo alle burrasche e alle grandinate e della perfezione con cui svolgevo ogni mio singolo compito a vantaggio dell'uomo e della stessa natura.

Intanto gli anni passavano e i cerchi del mio tronco aumentavano. Oggi sono così alto da vedere molto lontano. A volte assisto a manifesta-zioni ambientaliste a favore della raccolta differenziata (operazione molto utile perché serve a risparmiare la vita a molti di noi), e mi rallegro molto per la riconoscenza che alcuni uomini ancora oggi hanno verso la natura. Ogni Natale, però, vedo qualcuno dei miei amici (specialmente quelli più alti e più vecchi che conoscono storie straordinarie) al centro della piazza con orrende luci e decorazioni luccicanti appesi per abbellire quello che è ormai un "cadavere".

Ed è allora che i miei rami iniziano a tremare per la paura di ospitare fredde palline al posto di nidi di uccellini e di avere come marcia funebre una caratteristica novena.

Perciò vi supplico:
NIENTE PIU' STRAGI A NATALE!!!

anonimo

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