DON
TANUZZU
Resta
come un'ombra di lui, mentre saluta col berretto che
si attarda nella mano in un gesto di stanchezza. Fuori
la città intirizzita sotto l'azzurro stellare,
le luci inquiete dei fanali che si sciolgono nella
nebbia. E dentro, il presepe con le grotte di sughero,
i laghetti di carta stagnola, le casette di bomboniere
e le figurine dei pastori con lo sfondo di una palestina
di cartapesta. Col mutare della scenografia, cambia
anche il fascino del dicembre col profumo delle arance
nei salotti umidi, le castagne sopra i carboni degli
scaldini. E ancora, la sua andatura faticosa, il suo
colpo di tosse davanti la porta di casa, il bavero
alzato del suo cappotto, con le tasche piene di bambinelli
e sangiuseppi. L'angolo del vicolo dove scompare è
ancora senza lampadina.
MATTEU
Gli
inverni di un tempo, prima che incendiassero il passato,
si erano posati sul suo viso come una specie di eternità,
tanto la sua vita era sfuggita alla falce e non si
era mai arresa. Matteo fu il messaggero di una
lunga esistenza, la gioiosa circostanza di un secolo
che si era perduto nell'altro. Nessuno seppe nulla
di lui, e il suo ricordo comune era quello di un naso
giallo di tabacco da fiuto e del sorriso infranto
dall'unico dente che si era salvato da una carie antica.
Poteva avere cent'anni, ma furono solo congetture,
perchè quando cercavano di afferrarlo con una
domanda, sfuggiva al pari di un artificio o di un'illusione.
Quando col suo passo piccolo e veloce raccolse sul
Corso gli oboli spontanei e i sacchetti con i fondi
di caffè per le brodaglie che davano all'ospizio
a Natale, sembrò l'ombra di un'epoca che non
voleva morire. Perchè anche di ombre è
fatta una vita, e di titoli e di blasoni non è
mai risorto un ricordo che si accompagnasse alla purezza
e alla innocenza della povertà.
Franco Antonio Belgiorno
da " I guardiani di nuvole" 1999
Dello
stesso autore in libreria
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L'Arca
Sicula
di
Franco Antonio Belgiorno
Una raccolta di novelle
ambientate nella Modica degli anni Cinquanta
e Sessanta
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