Quei
ventun anni gloriosi di don Agostino Grimaldi
Don Agostino
Grimaldi, medicano - era nato nella capitale della Contea il 4 maggio
1639 -, è un personaggio davvero leggendario che ancor oggi viene ricordato
perché seppe immolare la propria vita per un altissimo ideale. Don Agostino
proveniva da una importantissima famiglia, essendo il giglio di don Giovanni
Grimaldi, barone di San Giovanni, governatore generale della Contea
di Modica e di donna Girolama Rosso-Landolina e si era affermato
a Modica come un personaggio dall'intelligenza vivace e dai molteplici
interessi. Sin da bambino si era applicato alla poesia e alla musica,
diventando nel contempo esperto nell'arte della scherma e dell'equitazione.
Tanto che ebbe a conseguire diversi successi in occasione dei tornei
equestri svoltisi a Modica sul sagrato della chiesa della Madonna delle
Grazie.
Ma il giovanissimo
don Agostino aveva un pensiero fisso: i pirati turchi. Bisogna sottolineare
come in quel tempo i corsari saraceni facessero scempio delle coste siciliane,
e che l'Isola era stata mutata in una vera e propria fortezza - sul mare
nacquero centinaia di torri e numerosi castelli - proprio a causa dei
pirati turcheschi che allora infestavano il Mediterraneo. In quel tempo
l'Ordine Gerosolimitano possedeva diverse navi "cacciatrici" di quei corsari
musulmani. E nel 1657 proprio su uno di questi galeoni Don Agostino, giovane
cavaliere dello stesso Ordine, si imbarcò per approdare a Rodi. Qui, nonostante
la sua giovane età, si fece onore prendendo viva parte a varie azioni
di lotta, rendendosi protagonista della cattura di navi avversarie, liberando
numerosi schiavi. Nel 1659 partecipò all'impresa di Corfù, che consentì
alla flotta di Cavalieri di Malta e di Cristiani, inviati dal Papa, di
liberare i Veneziani assediati dai Turchi da oltre un anno. Ma fu durante
l'assedio di Candia che don Agostino Grimaldi scrisse una pagina straordinaria
nell'albo d'oro dell'Ordine: in quel 24 agosto del 1660 aveva appena compiuto
ventun anni, e si battè come un leone durante l'assalto e la conquista
dell'isola di Candia.
Riportò gravissime
ferite, ma tutti speravamo che si sarebbe salvato, vista la giovane età
e il vigore che aveva dimostrato. Purtroppo don Agostino spirò dopo sette
ore di dolorosa agonia. Una sua biografia fu pubblicata da padre Gian
Paolo Dell'Epifania, carmelitano scalzo della Provincia di San Alberto
(Sicilia) e diffusa dai Giurati della città di Modica per ricordare l'illustre
figlio. Ancor oggi il nostro Museo civico conserva un prezioso ritratto
di questo leggendario cavaliere di Malta.
Un casato
dalla grande storia - La casa Grimaldi ha origine in Liguria dove
ha operato assieme ai Doria, ai Fieschi e agli Spinola. Nel 1297 conquistò
la baia e la rocca di Monaco di cui tuttora, sempre in linea femminile,
ha il dominio. Numerosi furono a Genova i dogi della famiglia. Anni dopo
Agostino Grimaldi si diresse in Sicilia e prese dimora in Modica dove
fu governatore nella Contea. Giovanni Grimaldi nel 1592 ricevette il titolo
di principe. Il nipote, Agostino, che ricordiamo in quest'articolo, fu
il leggendario cavaliere di Malta morto giovanissimo nell'assedio di Candia.
Agli inizi dell'Ottocento la famiglia Grimaldi si spostò da Mineo, dove
aveva vissuto fino ad allora, a Catania. Nella città etnea la casa vive
stabilmente da sei generazioni ricoprendo cariche di rilievo nella vita
civile e continuando a essere Cavalieri di Malta per generazioni consecutive.
La famiglia possiede un castello nel Feudo di Xirumi, nei pressi di Palagonia,
nel Catanese.